Per Bitcoin sta arrivando la fine. Del 2019.

 18 Dicembre 2019 Di: AC Criptovalute

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Negli ultimi giorni il mercato delle criptovalute, trainato da Bitcoin, ha mostrato importanti segni di debolezza.

Continuererà così, o abbiamo toccato veramente il fondo stavolta?

Da un punto di vista tecnico gli indicatori rivelano l’area 5.500$ USD come minimo definitivo. A questi livelli la EMA200 weeks dovrebbe arrestare la caduta del prezzo e invertire il trend.

Da un punto di vista speculativo, invece, Bitfinex sta esponendo un dato abbastanza differente: in questo preciso momento di mercato si sta verificando un record di posizioni long a leva.

Le criptovalute sono un mercato spesso coinvolto da rapidi movimenti di prezzo. Se questi movimenti si riveleranno opposti, le posizioni long andranno nelle tasche degli Exchanges, altrimenti sarà il “banco” a perdere e dovrà pagare laute commisioni.

La cosa a cui fare attenzione maggiormente, è che il mercato delle crypto è difficilmente inquadrabile dagli indicatori che si utilizzano nella finanza classica.

Basti pensare all’area 3.100$ raggiunta precedentemente. Mentre gli indicatori rivelavano un potenziale calo in area 2.500$/1.800$, nella realtà si è poi verificato lo scenario opposto.

La fine di Bitcoin in un modo o nell’altro?

Dall’altra parte c’è chi vede la fine di Bitcoin per un colpo di mano tecnologico dei cinesi. Una congettura che tira in ballo addirittura un attacco 50+1% sulla blockchain da parte dei produttori orientali.

Un ipotesi che vedrebbe le mining farm cinesi a controllare il 66% dell’hashrate globale, quindi pronte al “colpaccio” geograficamente possibile: soltanto nella provincia dello Sichuan, infatti, i cinesi possiedono il 50% dell’hashrate globale.

Vero! Ma in realtà la notizia dell’attacco 50+1% è una bufala!
L’unica motivazione per la quale lo Sichuan possiede questo hashrate mostruoso è dovuta al fatto che l’energia elettrica costa veramente poco. I prezzi sono appunto tra i più bassi del pianeta e questo ha favorito enormi (ripeto, enormi) investimenti.

E di tutti questi soldi investiti, l’ultima cosa che i cinesi vorrebbero è veder distrutto Bitcoin con il famigerato attacco 50+1… non avrebbe alcun senso.
Come detto: si tratta di una notizia falsa e tendenziosa.

Casomai, dalla Cina, sono sempre arrivate misure di politica economica e finanziaria discutibili, come i ban. Ma anche se ci trovassimo davanti al governo cinese che, per una qualsiasi motivazione, approvasse un ban sul mining di Bitcoin le cripto non sarebbero a repentaglio comunque.

Le mining farm si ricollocherebbero semplicemente in altre aree del globo con bassi costi energetici. Questo, con buona pace di quelli che vorrebbero tenersi il sistema finanziario così com’è.

Autore: AC Criptovalute