I Bitcoin nell’era del free-risk non remunerato

 20 Giugno 2019 Di: Jacopo Cecchini

Investire in sicurezza. Una chimera, ormai, per gli investitori del Belpaese, che si barcamenano alla disperata ricerca di rendimenti apprezzabili sopportando il minor rischio possibile. I tempi dei BOT e BTP con rendimenti a doppia cifra, ormai, sono solo il ricordo dei tempi che furono, rimpianti da diversi investitori ma complici, oggettivamente, della tutt’altro che florida situazione delle casse pubbliche dello Stivale.

Bitcoin; utile strumento di diversificazione?

In uno scenario finanziario come quello attuale, un numero crescente di investitori ha preso coscienza della fondamentale importanza della diversificazione; una pluralità di differenti asset finanziari, ben ripartiti a livello geografico, consente di tutelare al meglio le esigenze dei risparmiatori, scottati nel recente passato dai crack finanziari e dai continui saliscendi dello spread, termine oramai divenuto famigliare nel lessico popolare. Negli ultimi dieci anni, diversi investitori hanno deciso di affidare parte dei loro risparmi alle criptovalute, che si sono affacciate prepotentemente sulla scena dei mercati finanziari.

Ma non tutti i risparmiatori ripongono fiducia in queste monete, complice anche una certa ritrosia in tutto ciò che è virtuale. Eppure, la maggior parte delle operazioni bancarie vengono effettuate tramite i canali remoti. Ed anche i giochi on-line, grazie all’approvazione dell’AAMS, sono in taluni casi in grado di offrire elevati standard di sicurezza per il sempre maggior numeri di utenti che, responsabilmente, accedono a tutti i casino online.

Nel mondo digitale, del tutto con un click, prendere coscienza dell’esistenza dei Bitcoin, e in più in generale delle criptovalute, consente al risparmiatore di avere una maggiore consapevolezza delle varie forme di allocazione finanziaria presenti oggi sui mercati. E solo dopo un’attenta analisi della propria propensione al rischio, nonché del contesto economico e congiunturale nel quale opera, lo stesso può decidere se investire una parte dei propri risparmi nei Bitcoin.

Passato e futuro dei Bitcoin: maneggiare con cura

È di fondamentale importanza capire sia le potenzialità che i rischi delle monete virtuali. Negli scorsi anni, molti risparmiatori hanno ottenuto delle eccellenti performance operando su questi titoli, invogliando un numero sempre più cospicuo di persone ad emulare le loro gesta. Ma i rendimenti del passato, come scritto nei fascicoli informativi finanziari, non sono certezza di quelli futuri. Approcciarsi ai Bitcoin in maniera propositiva ma al tempo stesso critica, potrebbe agevolare l’investitore; utilizzarlo in un portafoglio titoli ben diversificato, non disdegnando operazioni lampo vendendolo al raggiungimento di una determinata soglia di rendimento, può dar modo all’investitore di apprezzarne gli aspetti positivi e di valutarne quelli negativi.

Nonostante in molti ne tessono solo scorticate lodi, il Bitcoin, come d’altronde tutto ciò che gravita in ambito finanziario, nasconde diverse insidie, tanto che alcuni luminari del mondo economico e finanziario sono convinti che imploderà su sé stesso dando vita all’ennesima bolla finanziaria. Innanzitutto, a differenze delle tradizionali monete cartacee, alle proprie spalle non risulta alcuna banca centrale che ne possa regolare l’erogazione, aspetto di fondamentale importanza per qualsiasi valuta. Un altro aspetto critico riguarda l’intangibilità, il non poter toccare con mano la moneta, un “no-sense” per com’è è stato il mondo fino ad oggi.

Nonostante l’immaterialità della valuta, un cartello recante la scritta “maneggiare con cura” costituirebbe, oggigiorno, la miglior definizione per i Bitcoin.

Autore: Jacopo Cecchini

Laureato in economia con il pallino del marketing. Crypto enthusiast. Appassionato di blockchain e dei suoi possibili usi applicativi.