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Visa e Mastercard vs le criptovalute: è possibile fermare il fenomeno?

27/4/2018

Unionpay, Visa e Mastercard sono i circuiti di pagamento alternativi più noti, rappresentano a livello globale l’80% delle carte di credito e simili distribuiti nel mondo tale diffusione gli permette di condizionare alcuni mercati di scambio oltre ad influenzare l’andamento delle più importanti forme di pagamento.

L’analisi porta a giustificare l’atteggiamento ostile di questi colossi economici nei confronti dell’affermazione e della crescita delle criptovalute, un fenomeno che per quanto ancora incerto è ormai inarrestabile pronto a spingersi oltre quel settore di nicchia da cui è nato.

Di sicuro la crescita del mercato delle monete digitali danneggerebbe in modo palese i circuiti delle carte di credito, un danno che i vertici di Visa, Mastercard e Unionpay vogliono limitare manifestando il loro scetticismo e ostacolando ogni tipo di sviluppo nei confronti di BTC e simili.

Certo che fermare la crescita delle monete virtuali sembra davvero impossibile, per questo più che porre veti le aziende sopra citate dovrebbero cogliere le opportunità che le innovazioni economiche tecnologiche stanno apportando al sistema e volgerle a loro favore.

Un dato da considerare e che dovrebbe essere preso in analisi proprio dai tradizionali servizi di pagamento fa riferimento alla recente indagine condotta da Worldcore che ha affermato che l’89% degli utenti possessori di carte conosce i BTC e, cosa ancora più rilevante, il 53% li ha addirittura acquistati. Soggetti dell’indagine più di 10.000 persone provenienti da 47 paesi: Cina, Giappone, Europa, Usa questi solo alcuni degli stati rappresentati.

Il risultato fa riflettere e pone le grandi aziende di carte di credito in una posizione critica, oltre che impossibilitate nel fermare il fenomeno. A sua difesa CEO di Worldcore, Alexey Nasonov ha giustificato l’esito dell’indagine dichiarando che la ricerca è stata condotta su un pubblico eterogeneo dal punto di vista di età, sesso, provenienza ma tutti erano esperti di transazioni finanziarie e dunque ben informati sul neo mondo delle valute digitali.

 

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