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R.Shiller premio Nobel Economia: Le crypto? Sono la nuova moneta

25/5/2018

Economisti, esperti e addetti ai lavori continuano a schierarsi a favore o contro la crescita e l’affermazione delle criptovalute in un mercato finanziario in pieno sviluppo, coerente con i cambiamenti sociali internazionali e costretto ad adeguarsi alle scelte dei governi dei più potenti stati al mondo.

I due fronti sostengono teorie completamente diverse e opposte: tra chi esalta la crescita delle monete digitali e chi invece non può far altro che non conferigli credibilità e sostegno a causa delle sue caratteristiche evanescenti decisamente lontane dai titoli e dai valori del sistema economico finanziario.

Recentemente il Premio Nobel per l’Economia Robert Shiller si è pronunciato contro le criptovalute definendole l’ultima iterazione dell’idea di moneta alternativa. Un affermazione che rievoca l’instabilità di questo tipo di moneta, che per molti non dovrebbe essere neanche considerata tale, e che è sostenuta come è giù avvenuto in passato da un’idea di rivoluzione legata agli eventi sociali e contemporanei.

Shiller sostiene l’avvento criptovalute non ha apportato niente di nuovo anzi è qualcosa che in passato si è già verificato:”…nulla di tutto questo è nuovo, e proprio come le passate rivoluzioni monetarie, una storia convincente potrebbe non essere abbastanza.”

Il premio Nobel inoltre è sostenuto nelle sue tesi che demonizzano la crescita e l’importanza delle monete digitali nel sistema finanziario attuale da esponenti come Bill Gates e Warren Buffet che più volte, in pubblico, hanno dichiarato il loro scetticismo nei confronti delle criptovalute.

Posizioni che fanno riflettere ma che non scoraggiano gli investitori più attenti certi che bitocoin e co. non saranno solo una bolla economica, ma determineranno, condizionandolo il mercato internazionale affermando una globalizzazione finanziaria il cui arresto, ad oggi, è impossibile da evitare. Non a caso c’è anche chi sostiene come non si possano accettare le criptovalute, ma soprattutto come Wall Street ne possa ignorare l’esistenza.

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