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Mercato criptovalute in ribasso. Le ragioni del crollo

26/11/2018

Da qualche giorno a questa parte, un po’ tutti siamo stati spettatori della cosiddetta Bloodbath – trad. bagno di sangue – del mercato delle criptovalute: uno scenario sicuramente non rassicurante, ma nemmeno così imprevedibile.

Da mesi infatti siamo convinti, analizzando i report delle maggiori società di analisi in questo settore, che ci sono 2 dinamiche chiave.

Dinamiche che ci portiamo dietro da Gennaio 2018

Per primo: la sopravvalutazione degli asset, ovvero che ogni token è ancora pesantemente gonfiato rispetto ad un prezzo che potremmo definire reale.

La perdita di fiducia – momentanea – su questo tipo di assets da parte di grandi medi e piccoli investitori.

Queste due dinamiche da mesi infatti stanno erodendo capitale su questo mercato, lentamente. Siamo convinti che la maggior parte degli investitori è cosciente di questa dinamica e che siamo in una situazione post-bolla speculativa, ma come ha fatto questo processo di lenta svalutazione a velocizzarsi così tanto in pochi giorni? Che cosa è successo?

Un’analisi sicuramente onesta deve considerare più fattori, infatti quello che è successo è proprio un insieme di eventi che hanno innescato un panic-sell generale.

Le cause che hanno accelerato il crollo

1. La prima notizia che si deve menzionare è l’Hard fork di Bitcoin Cash che ha portato non poca tensione sul mercato. Si tratta di uno dei fork più controversi mai avvenuti, e purtroppo su una coin con alta capitalizzazione.

2. Nessun segnale di ripresa nonstante l’annuncio di ETF e di nuove piattaforme (tra cui BAKKT); a peggiorare le cose il rinvio di molte di queste; tra i pochi capitali che sarebbero entrati a fine anno tutto si è concluso con un “nulla di fatto”… nessuna ripresa e tanta sfiducia.

3. I mercati azionari classici soprattutto quelli tecnologici non stanno andando per niente bene. C’è fuga di grandi, grossi, enormi capitali anche lì. Basta vedere il NASDAQ, nell’ultimo periodo sta perdendo molti punti percentuali in quella che sembra una vera e propria recessione.
E’ inevitabile che questo vada a ripercuotersi su mercati affini, come quello delle fintech e delle criptovalute, soprattutto in una fase nella quale le banche americane ed europee hanno già innalzato i tassi di interesse.

4. Non per ultimo, il Panic sell genera altro panic-sell: Tutto il comparto crypto non è rappresentato soltanto da adopters che credono in queste tecnologie, anzi: un buon numero di persone che hanno investito lo ha fatto solo per fini speculativi. Queste persone stanno uscendo dal mercato, lo stanno facendo ora, perché sono entrate ad inizio 2017 e per avidità non sono ancora uscite.Nel frattempo che lo zoccolo duro di piccoli/medi speculatori si andrà ad esaurire, la conseguenza è che continuando a chiudere posizioni non faranno altro che far scendere il prezzo.

5. Quando si parla di manipolazione di mercato non stiamo parlando di complotti.
Non esistono complotti, esiste chi ha più soldi. In una fase abbastanza matura per gli speculatori, il mercato delle cryptovalute – che non è regolamentato – si presta molto bene alle manipolazioni, soprattutto ora che il prezzo è sceso molto.

Quindi, in conclusione, se c’è stata una bolla – e come abbiamo già detto in altri articoli il Bitcoin si è sempre mosso con ondate speculative nel corso dei suoi 10 anni di vita – questa si sta sgonfiando con una velocità via via maggiore, e questo è un bene per chi a medio lungo termine crede che queste tecnologie saranno il futuro.

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