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Israele, Nazione delle Startup pronta a legalizzare le criptovalute

19/3/2018

Negli ultimi anni Israele si è conquistata il titolo di “Nazione delle Startup”, un titolo meritato che le consente di conquistare un primato fra gli stati più all’avanguardia e tecnologici del momento.

I numeri confermano quanto il paese medio orientale abbia investito su prodotti, applicazioni, e piattaforme popolari tra cui chiavette USB per un totale di fondi che si aggira intorno ai 5 miliardi di dollari solo nel 2017, fondi che per il 10% derivano dalla Cina che a quanto pare crede molto nelle sue iniziative tecnologiche.

Ovviamente Israele non poteva non interessarsi al mercato delle criptovalute in modo attivo e incidente, in merito il primo passo lo ha fatto la più importante banca del paese Hapoalim, che ha dato vita in seguito ad una collaborazione con Microsoft, ad una piattaforma basata su tecnologia Blockchain, inoltre recentemente l’autorità fiscale israeliana ha ammesso che presto le monete virtuali saranno tassate come proprietà.

L’atteggiamento propositivi d’Israele, all’avanguardia in materia rispetto ad alti stati moderni, dimostra come un piccolo stato dall’origini recenti non tema i cambiamenti soprattutto finanziari, un modus operandi che lo pone al centro degli interessi di molti investitori internazionali certi che a breve anche le monete digitali avranno un mercato proprio d’interesse globalizzato.

Israele ha anche dimostrato in sede legale il suo sostegno alle criptovalute emanando una sentenza a favore delle transizioni trasparenti e legali di monete virtuali: il caso è quello della banca  Leumi Bank bloccata appunto dalla Corte Suprema Israeliana nella sua azione d’impedire la vendita di criptovalute da parte di Bits of Gold, un noto intermediario locale.

La sentenza emessa dal giudice Anat Baron ha ottenuto il plauso del fondatore e CEO di Bits of Gold Yuval Roash che sostiene che la regolamentazione dell’operazioni di Bitcoin è fondamentale per le transizioni:

Per noi la regolamentazione è stata una delle cose più importanti fin dall’inizio.  Sin da subito abbiamo ritenuto la natura anonima di Bitcoin un problema, e volevamo ricevere un certificato di servizio valute, che abbiamo ricevuto ad agosto 2013.

 

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