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IRS: Il fisco americano sta penalizzando le criptovalute?

10/4/2018

L’agenzia fiscale americana l’Internal Revenue Service riserva alle monete virtuali un trattamento per molti iniquo e inadatto, in grado di demotivare gli investitori a credere nelle nuove monete come fonte di espressione di una libertà di scelta fondata sulla possibilità di realizzare un benessere generale: elementi questi che dovrebbero essere sostenuti dalla Costituzione americana come tra quelli fondamentali a tutela del popolo e dei suoi beni.

In USA i bitcoin e simili a differenza dei paesi Europei sono considerati una proprietà e di conseguenza subiscono la normativa riservata alle plusvalenze o perdite di un bene:  l’IRS esige che le contrattazioni in bitcoin vengano registrate e tassate qualora abbiano subito un margine di guadagno che sarà poi accertato e inserito nella dichiarazione dei redditi annuali.

La politica fiscale applicata alle valute digitali oltre oceano è stata fortemente criticata in questi giorni da Perianne Boring fondatrice, e presidente, della Camera del Commercio Digitale americana. che ritiene e trova inopportuna una tassazione extra su la contrattazione dei bitcoin, la cosa non solo scoraggia gli investimenti in materia ma altera quel benessere sociale che le monete virtuali potrebbero apportare alla società statunitense.

Boring è ferma sulle sue idee e incalza il governo a rivalutare la posizione presa nei confronti di un mercato monetario digitale che si sta affermando a livello internazionale coerente con il neo approccio tecnologico da cui uno stato civile e avanzato non può sottrarsi. In proposito la Boring cita le norme adottate in Europa che considerano le valute digitali monete a tutti gli effetti:

Le banche centrali di tutto il mondo stanno esplorando il concetto di moneta digitale emessa dalla banca centrale. Come può essere considerato proprietà una cosa trattata come moneta da una banca centrale?

La situazione definita dal presidente di Coindesk un “pantano proibitivo” ha attirato l’attenzione dei vertici politici americani, nello specifico il Il Comitato economico congiunto del Congresso ha riservato nel suo rapporto annuale un capitolo ai Blockchain manifestando l’esigenza di una nuova normativa in ambito fiscale.

 

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