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ICO, nel 2017 ne sono fallite quasi il 50%?

21/5/2018

Si avverte tanta perplessità, quando si parla di cryptovalute e ICO.

L’inizio del 2018 è stato caratterizzato da un certo pessimismo riguarda appunto le ICO -Initial Coins Offering che secondo alcuni esperti hanno fallito la loro missione d’investimento. Come ricordiamo le ICO inizialmente, il fenomeno è iniziato intorno al 2013, promettevano molti guadagni, ma soprattutto erano alla portata di tutti grazie alla loro elasticità, inoltre ci si aspettava un fenomeno in crescita con estese garanzie  d’utili sicuri.

A quanto pare le cose non sono andate proprio come da programma tanto che ad oggi si sostiene la tesi che ben il 45% dell’ICO sono fallite o in procinto di ritiro. Un fallimento dovuto soprattutto a quel sentimento positivo che ha spinto all’acquisizione in previsione di reinvestire in monete virtuali come i bitcoin senza tenere conto dell’alto valore nominale della maggior parte delle criptovalute.

Ricordiamo che le  ICOs sono solitamente legate a progetti specifici e a team che ne promuovono l’attivazione, progetti che richiedono un finanziamento ma anche un interazione con la community che ha deciso di farne parte due elementi quest’ultimi che se non vengono garantiti comportano il fallimento dell’iniziativa.

Negli ultimi anni circa su 900 ICO lanciate circa 142 sono fallite in fase di finanziamento mentre quasi 300 dopo che quest’ultimo è stato completato. Si è poi verificato il fenomeno del “semi fallimento” dove le ICO nonostante il finanziamento ottenuto hanno perso lo staff che interagiva con i sostenitori.

L’aspetto umano è molto importante per la vitalità di un ICO, caratteristica che è difficile da tenere sotto controllo ma che necessita di ulteriori accorgimenti, da qui l’esigenza di dare vita a dei sistemi che possano tenere sotto controllo l’interazione tra staff ICO e finanziatori: alcuni sviluppatori sono al lavoro proprio per cercare la via più opportuna per limitare il problema.

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