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IBM e Global Citizen insieme per dare vita ad una piattaforma blockchain benefica

15/5/2018

La beneficenza si veste di blockchain grazie ad un’iniziativa interessante e curiosa promossa niente meno che da IMB e Global Citizen un organizzazione dedita alla raccolta di fondi per combattere le situazioni d’estrema povertà presenti nel mondo ovviamente un ente non a scopo di lucro la cui attività è finalizzata esclusivamente a fare beneficenza.

Le due società hanno deciso d’impiegare la neo tecnologia blockchain per fini benefici, di comune accordo stanno creando una piattaforma specifica in grado di raccogliere fondi e controllarne la loro indicizzazione dal momento dell’acquisizione a quello della distribuzione.

IBM è convinta che garantire la destinazione dei fondi in modo trasparente sia un atto dovuto nei confronti di chi si attiva per fare beneficenza ma anche rispettoso verso coloro a cui gli utili sono destinati. In questo senso la blockchain può essere considerata solo un mezzo utile di trasparenza e di questo ne sono certi i vertici delle due società, la stessa IBM ha dichiarato in una nota stampa quanto crede e sostiene il progetto:

Se vogliamo risolvere problemi sociali come la povertà estrema o le malattie infettive, dobbiamo assicurare che ogni causa riceva il denaro promesso, specialmente nel caso del donatore più influente al mondo: il governo federale.

Per promuovere l’iniziativa IBM e Global hanno dato vita ad un evento speciale “Challenge Accepted” dove gli invitati sono sollecitati a realizzare una rete di almeno 3 membri sulla IBM Blockchain Platform, rete che ha lo scopo d’intercettare le offerte da quelle fatte al governo a quelle certificate dagli enti umanitari e registrate da Global Citizen.

L’iniziativa ambiziosa, ancora in fase sperimentale, è sostenuta da varie società che credono nel cambiamento e nella possibilità che la beneficenza si possa fare anche in modo pulito e onesto. Della stessa opinione anche piattaforme come Alice, società inglese, che recentemente ha dato vita ad una sua raccolta fondi personalizzata e che ha cominciato ad utilizzare siti in grado di realizzare contratti così detti “intelligenti” in grado di pagare gli enti benefici.

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