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Facebook, Twitter, Google bloccano pubblicità criptovalute: Associazioni pronte a causa

4/4/2018

La decisione di Facebook, Google e Twitter di porre dei limiti e blocchi alla pubblicità con oggetto bitcoin, ICO, e criptovalute in generale resa nota solo qualche mese fa ha creato qualche malumore tra chi crede nella compravendita delle valute digitali e esercita questa attività in modo legale.

Perchè le hanno bloccate?

Le ragioni del blocco per i vertici dei social più famosi sono date dal fatto che spesso queste pubblicità inducevano a frodi non manifeste, da qui la necessità di tutelare gli iscritti da eventuali raggiri. Questo però ha compromesso anche chi rispetta la legge ed è lontano da ogni pratica o attività illecita e non potrà più usufruire dei social, mezzi di comunicazione ma anche di pubblicità di ultima generazione in grado raggiungere milioni di utenti, per una maggiore diffusione delle criptovalute come nuove forme d’investimento. La reazione d’alcuni organismi investiti direttamente dal limite è stata immediata, tanto che in queste ore  l’agenzia di stampa sovietica Tass ha diffuso un comunicato stampa in cui si afferma l’intenzione dell’associazione russa per le criptovalute e la blockchain RACIB (Russian Association of Cryptocurrency and Blockchain) d’intentare causa ai social coinvolti, un azione legale sostenuta anche d’altri gruppi di settore cinesi e coreane.

Come si sta evolvendo la questione?

Il comunicato è coerente con quanto dichiarato dal capo dell’associazione sopra citata  Yuri Pripachkin  durante il congresso “Blockchain RF-2018:

Riteniamo che questo sia un utilizzo di una posizione di monopolio delle quattro società che sono entrate a far parte di un vero e proprio cartello per manipolare il mercato. Il divieto di queste quattro organizzazioni ha portato a un calo significativo del mercato negli ultimi mesi.

Per portare avanti questa causa verrà posta in essere un organizzazione internazionale apposita l’Associazione Eurasiatica della Blockchain che rappresenterà in modo unitario e sicuramente rafforzato la pretesa di poter pubblicizzare il mercato delle valute digitali sui social coinvolti.

Le intenzioni ma anche le potenzialità per intentare la causa ci sono tutte visto che sono state poste su un accordo già le firme di RACIB, Korea Venture Business Associations e l’associazione cinese di cripto-investitori LBTC, e sono pronti i capitali per creare un fondo in criptovalute destinato a sostenere la pratica.

 

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