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Electroneum mining smartphone, ma funziona?

7/8/2019

Electroneum o ETN è una criptovaluta di cui si è parlato molto nel 2018.

Almeno a detta degli sviluppatori del progetto, ETN permette di fare mining dal cellulare (mobile mining) installando un’apposita applicazione sullo smartphone.

Electroneum mining, di cosa si tratta?

Dopo aver installato l’applicazione ufficiale sul proprio telefono si ricevono delle commissioni di mining in ETN, semplicemente lasciando eseguita in background l’app ufficiale di Electroneum.

Ecco che gli utenti, soprattutto i più giovani utilizzatori di smartphone, sono impazziti per questa feature. Solo nel 2018, mentre tutte le altre criptovalute crollavano inesorabilmente, il token ETN aveva quasi quadruplicato market cap e prezzo, attirando hype ed investimenti.

Electroneum miner non ha poi funzionato. Perché?

Tutto questo grande hype si è rivelato ben presto un flop: ad oggi ETN è in perdita di svariati milioncini di capitalizzazione e vale neanche mezzo centesimo (0,003 €).

Cifre ben lontane dal super-pump di fine 2017 e dal fortunato 2018 che ha caratterizzato l’andamento di questa crypto molto controversa, del tutto priva dei fondamentali tecnici rispetto ad altri progetti.

Oltre ai magri guadagni, ben lontani da quelli sperati, gli user più attenti si sono presto accorti che l’applicazione installata per minare ETN è in realtà un simulatore e di fatto non effettua nessun mining sulla blockchain in questione.

L’applicazione si è rivelata completamente inutile, ma nel frattempo gli utenti hanno continuato a tenerla installata sul proprio smartphone: in cambio si ricevono delle minuscole ricompense, non derivanti dal mining.

Oggi possiamo quantificare questi guadagni in 5 centesimi di euro alla settimana.
Uno spreco di batteria, nient’altro.

de sica _ na sola ?!!

A detta di molti questa è stata una gran bella fregatura.
Una trovata di marketing montata ad arte dagli sviluppatori per diffondere un token che altrimenti non avrebbe avuto nessuna utilità.

E per di più rimane in testa un dubbio atroce:

Siamo siamo sicuri che l’App in questione non sia stata anche progettata per accedere ai dati degli ignari utenti e magari farne un uso poco etico?

Il recente caso di FaceApp ha dimostrato come questo sia possibile, in barba a GDPR e regolamenti vari.

Tutto questo senza contare che la stessa società di Electroneum ha lanciato addirittura uno smartphone:

L’ Electroneum m1, al costo di circa 70 euro, promettendo a chi lo acquistava che il telefono si sarebbe ripagato da solo attraverso il “mining”. Almeno sul costo del telefono sono stati onesti: costa poco, come poco vale il loro rivoluzionario progetto.

E per quanto questa innovazione possa sembrare coraggiosa, rimane il fatto che qualsiasi tecnico esperto di blockchain vi dirà che fare mining sullo smartphone ha veramente poco senso.

Quindi il Mobile mining non esiste?

Dipende: se da un punto di vista tecnico uno smartphone può certamente minare crypto, dall’altro è l’aggeggio meno indicato per farlo. Sia per limitatezza di calcolo, sia per un insensato spreco di batteria (aspetto spesso già carente nei nostri telefoni).

So che a molti piacerebbe minare criptovalute con il cellulare, ma purtroppo si tratta di una tecnologia ben lontana dall’essere realmente sostenibile. Quando si parla di mining dovremmo aspettarci di farlo con mezzi idonei, sempre!

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