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Criptovalute, monete virtuali e legislazione: la necessità di una regolamentazione globale

6/3/2018

Il dibattito internazionale sulle criptovalute è ad oggi sempre più accesso: gli stati internazionali attivi sul mercato delle valute virtuali non possono più ignorare il ruolo predominante che queste monete  hanno conquistato negli ultimi tempi, un ruolo ottenuto per consuetudine che ormai esige un attenzione particolare anche da parte dei legislatori chiamati in causa per regolarne il libero scambio.

Le ciptovalute hanno invaso il mercato prendendo il sopravvento rispetto ad altri più comuni investimenti, non è un segreto che ad oggi  hanno assunto un’importanza rilevante essendo il valore totale della loro capitalizzazione di mercato superiore a 100 miliardi di euro. L’analisi ha fatto sorgere l’esigenza di porre in essere una regolamentazione globale in grado non solo di rendere trasparente il libero scambio, ma anche di tutelare speculazioni e truffe sempre più frequenti in una giungla economica priva di regole e garanzie per gli investitori che non possono far altro che riconoscerne l’importanza finanziaria.

La consuetudine che ha dato vita all’affermazione delle criptovalute nel mondo della finanza e dell’economia in generale,  si è affermata in seguito ad un loro diffuso utilizzo consolidato da un domanda e offerta continua e d’interesse mondiale: oggi sul mercato  sono disponibili più di 1500 monete virtuali, ognuna con le proprie peculiarità proliferate in modo vertiginoso dal 2009.

Discorso simile va fatto per le ICO, anche loro prive di legislazione e occasione per gli investitori di estese speculazioni e elevati guadagni. C’è da dire che il 2017, nonostante evidenti e dichiarate diffidenze di alcuni esperti del settore, può essere definito come l’anno in cui i bitcoin hanno toccato vertici da capogiro: un successo che punta il dito, oggi più che mai, sulla necessità di regolamentare ufficialmente il settore limitando il più possibile truffe e speculazioni.

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