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Bitcoin, crollo di Novembre o l’opportunità del 2018?

20/11/2018

Anche se con pochissima prevedibilità, Bitcoin e le maggiori criptovalute hanno rotto il supporto dei $6000 dollari ed oggi 20 novembre 2018 BTC si è attestato ad un valore che oscilla tra i 4400 e i 4500 dollari USD.

Dopo un periodo di lateralizzazione sui 6500$ la regina delle cryptovalute si è infatti improvvisamente sgonfiata lasciando sul piatto oltre 20 miliardi di dollari di capitalizzazione e generando un dump che non si vedeva da mesi su tutto il mercato.

Un dato che, nelle nostre previsioni, potrà sembrare incongruente ma rimane coerente con lo storico finora visto; non è la prima volta che crolla Bitcoin, precedentemente perse anche il 90% del suo valore nel giro di poco tempo. Se consideriamo la precedente bolla del 2014 possiamo prevedere tranquillamente un bottom sui 3000 dollari che prima o poi potrà arrivare: uno scenario che non ci sentiamo di escludere.

Bitcoin, a quando la ripresa?

Difficile dirlo, ma da qui a 6 mesi / un anno potrebbe riprendersi la situazione e ricreare una situazione di mercato prima laterale poi bullish, che potrebbe ricreare le condizioni per una speculazione più a lungo termine, stavolta.

Queste tempistiche sono compatibili con uno scenario di mercato simile a quello già avvenuto nel 2013/2014 ma con ampia probabilità in maniera più accelerata. Verosimilmente l’anno ‘clue’ delle criptovalute, secondo molti analisti è proprio il 2020, che vedrà nuovi record di prezzo, mai visti prima.

Le possibilità di cui nessuno parla

Per molti investitori ciò che è successo in questi ultimi giorni è una catastrofe, per molti altri no.

Pensandoci bene, se c’è una possibilità, che a Gennaio o a Dicembre 2018 non avevamo ma che oggi è invece alla portata di tutti, è quella di poter acquistare ai prezzi pre-bolla.

Se difatti si è potuto parlare di bolla speculativa, dopo circa un anno possiamo affermare con certezza che questa bolla non è solo scoppiata, ma sta svanendo in un’ottica di normalizzazione del mercato; una normalizzazione che già da ora sta preparando il terreno a nuovi investimenti come l’ETF made in Svizzera (notizia proprio di questi giorni).

Questo significa che se nell’Ottobre del 2017 siamo tra le persone che hanno perso il treno per investire nel mercato delle criptovalute, oggi abbiamo la possibilità di farlo ai prezzi di un anno fa, e quindi l’opportunità finalmente di entrare a mercato come hanno fatto molti investitori a metà del 2017, realizzando profitti con le opportune strategie.

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