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Bisogna pagare le tasse su Bitcoin? Sciogliamo ogni dubbio

15/10/2018

Bitcoin è una moneta virtuale, o più correttamente una cryptovaluta.

Come criptovaluta, Bitcoin ha la peculiarità di non essere riconosciuta o appartenere a sistemi fiscali come uno stato o da sistemi finanziari come le banche centrali: sono le persone che attribuiscono un valore ad essa, quindi è un bene che si svincola completamente dal concetto di sovranità.

Questa decentralizzazione ne rende molto variabile il prezzo, che dipende dalla domanda e dall’offerta.
Proprio questa caratteristica ha creato ultimamente, una grandissima speculazione; ma su questi guadagni che tante persone hanno fatto, chi deve pagare le tasse?

Guadagnerò soldi con i Bitcoin. Devo pagarci le tasse?

Dipende. Se è vero che con Bitcoin si opera online in un regime di anonimato (i portafogli non sono nominali) è anche vero che per guadagnarci devi ri-scambiarli con denaro vero.

Se io guadagno 20 mila euro con Bitcoin, per metterli in tasca devo rivenderli in Euro.
Dal momento che dovrò movimentare questa cifra in Euro sul mio conto corrente, lo stato ne è a conoscenza.

Il fisco, nel caso nostro (quello italiano) chiede al cittadino di dichiarare quindi le plusvalenze: ma ci sono delle soglie e delle eccezioni, ecco quali sono.

Caso 1: Bitcoin, tassazione come privato

Se sei un privato che ha realizzato plusvalenze (guadagni) movimentando cifre non superiori a 51.000€, non sei soggetto alla tassazione e non devi dichiarare nessun reddito derivante da attività speculative.

Se superi questa soglia sei assimilabile ad attività finanziaria e soggetto al 26% di tassazione sui cosiddetti capital gain. Viene quindi applicata una tassa, ma soltanto sulla plusvalenza, ovvero sul guadagno che hai realizzato.

Caso 2: Bitcoin, tassazione come attività

Se invece sei un’attività commerciale o finanziaria di natura speculativa dovrai dichiarare ogni transazione.

Nel caso di un’attività commerciale quelle relative al tuo regime fiscale (vendi tramite Bitcoin, ma hai relativo incasso in Euro dichiarato), nel caso di attività finanziarie si è invece soggetti alla capital gain tax del 26% sulle plusvalenze (sempre e solo sul guadagno effettuato).

In conclusione, si pagano le tasse su Bitcoin?

Se nell’ultimo periodo hai investito, o stai custodendo criptovaluta Bitcoin non hai bisogno di dichiarare nulla allo stato italiano, eccezione fatta se hai movimentato (in maniera documentabile dal fisco) cifre superiori a 51.000€ per un periodo di giacenza superiore ai 7 giorni lavorativi.

Stando a quello che definirebbe il fisco italiano con il D.Lgs. 231/07, la maggior parte degli investitori, sembrerebbe NON rientrare in questa categoria, ma si tratta pur sempre di un dato puramente statistico.

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